by DonnaPellegrin » 07 Nov 2006, 02:54
Hi everybody,
So glad to see Riccardo's post about this book. Like Riccardo, I thoroughly enjoyed the novel by Giuseppe Marino. It is really quite moving. Professore Marino has given me permission to post an excerpt of the novel here for your enjoyment.
The excerpt, which is in Italian, is followed by my rough translation into English. I do not speak the Italian language so I rely heavily on computer software and my Italian dictionary to translate. I realize that it is not perfect, far from it, but it is the only means available to me. I have edited the excerpt to keep it brief and to save space. I believe you will enjoy it!
In Viaggio per una Vita Migliore: Storie di Emigrazione e di Lotta
Giuseppe Marino
Una insolita animazione si diffondeva per le vie del vecchio borgo in una serena notte di fine settembre del 1906. Alcune case di Caccuri, rischiarate dalla fioca luce delle candele, erano meta, da ore, di un mesto pellegrinaggio.
Uomini e donne uscivano da altre case, dai tuguri nei quali vivevano stipati, recando vassoi colmi di dolci fatti in casa, di caffè, di latte di capra scaldato al fuoco, dirigendosi verso altri miseri bassi dai quali provenivano singhiozzi, voci piagnucolosee, lamenti frammisti a parole di incoraggiamento e di augurio.
Vico Municipio, Pizzetto, la Porta piccola, il Murorotto, la Portanuova erano i rioni nei quali si stava consumando un tragico dramma. Otto caccuresi [...] stavano per lasciare il paese per solcare l’oceano e recarsi in America in cerca di fortuna.
Gli emigranti, con l’animo diviso tra il dolore per il distacco dai loro genitori, dagli amici, dagli affetti più cari e la speranza in un futuro migliore, raccoglievano le loro povere cose in alcune valigie di fortuna, mentre i parenti, singhiozzando, li aiutavano a sistemare il misero bagaglio. I vicini, come tanti poveri re magi, recavano i loro doni cercando di consolare quella povera gente che, come i nipoti di padron ‘Ntoni, piangevano da due giorni come fontane.
[...] Le parole di conforto dei vicini e dei compaesani alleviavano per un po’ il dolore dei genitore e dei parenti, poi le lacrime riprendevano a fluire liberamente e i singhiozzi a rintronare nei poveri bassi.
Anche i giovani cercavano di rassicurare i genitori e i parenti parlando del loro futuro che sarebbe stato certamente più roseo. “Un giorno torneremo più ricchi, ripetevano ai loro genitori, ci sistemeremo in paese e allora niente e nessuno ci separerà maiâ€